Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Non Sono un PROSUMER

Deputato Ivan Catalano

sabato 7 dicembre 2013

Non Sono un PROSUMER


Nel 2007 la Casaleggio Associati pubblico il video "PROMETEUS: Il Futuro dei Media". In questo video ad un certo punto viene descritta la figura del "PROSUMER" ovvero il produttore e consumatore di informazioni.
Da Wikipedia apprendiamo:

Prosumer è una parola macedonia (portmanteau) mutuata dall'inglese, è formata dalla composizione della parola professional oppure producer, con la parola consumer.
Il termine sta assumendo molti e conflittuali significati: in ambito commerciale si tende a vedere il prosumer (professional–consumer) come un preciso segmento di mercato; gli economisti, invece, con prosumer (producer–consumer) identificano un individuo fortemente indipendente dall'economia principale. In generale, si riferisce ad un utente che, svincolandosi dal classico ruolo passivo, assume un ruolo più attivo nel processo che coinvolge le fasi di creazione, produzione, distribuzione e consumo. Prosumer indica anche una nicchia di mercato nel campo della fotografia, del video e della registrazione Hi-Fi, relativa a prodotti in una fascia intermedia tra i modelli professionali e quelli amatoriali.
Applicato nei social network questo nuovo utente del media Internet diventa un creatore e un diffusore di informazioni. Quando la rete internet era agli inizi, la veridicità dell'informazione era garantita dalla citazione delle fonti. Con la diffusione capillare e virale dello strumento di internet, con la nascita dei social network e l'esigenza di monetizzare le visite sui siti web, l'informazione perse quella garanzia della citazione delle fonti, diventando invece un semplice passaparola, con condivisione e twit di link o parti di testi.

Questa superficialità e questa semplificazione del trattamento delle informazioni ha fatto si che bugie o verità parziali acquisiscano una velocità di propagazione tale da impedire qualsiasi controllo. La permanenza su una pagina o un video, da parte dell'utente medio è calata nel tempo, causando una mancanza di approfondimento. 

Una notizia ormai non ha la necessità di essere assicurata da una veridicità della fonte, per un prosumer ciò che conta che venga detta da una fonte apparentemente attendibile che possa giustificare la mancanza di approfondimento, in modo tale da poterla condividere e twittare in modo sempre più veloce, ottenendo più feedback positivi possibile. In termini di mercato questo sistema garantisce un ritorno di pubblicità sulle proprie pagine, monetizzando il massimo possibile.

Un cittadino che come me iniziò creando contenuto e divulgandolo con la ripresa dei consigli comunali, oggi non si ritrova nella nuova figura del prosumer. Io non mi ritrovo in un utente superficiale della rete che twitta e ritwitta, condividendo all'infinito post, non approfondendoli.
Io continuo a creare e a diffondere nonché a consumare informazione certificata da fonti verificabili. In più ora che sono all'interno di un ambiente che da moltissimi contenuti e riscontri immediati, non posso che essere questo.

Ivan Catalano